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Antico Torchio

Nome Descrizione
Indirizzo Località Chef Lieu
Apertura Sempre aperto
Il torchio è ospitato in un locale dalla pianta lunga e stretta (8,60 m di lunghezza per 3 m di larghezza), di altezza appena sufficiente a contenerlo tanto che, secondo alcune testimonianze, il pavimento del locale sovrastante aveva un foro nel quale durante la pressatura saliva la vite del torchio. Dall'analisi dei materiali impiegati, dalla disposizione delle pietre delle murature, dalla foggia degli architrave di porte e finestre è possibile risalire ai periodi di costruzione e individuare le successive modifiche. Sulla base di queste evidenze, la parte più antica dell'edificio è riconducibile presumibilmente al XVI secolo. Successivamente, in un periodo probabilmente compreso tra il 1790 e il 1812, l'edificio ha subito una ricostruzione globale, ben riconoscibile nel muro est, sia all'esterno che all'interno.
Dall'analisi delle stratigrafie murarie, evidenziate nelle immagini, emergono elementi significativi in grado di ricostruire la successione degli interventi e delle modifiche subite dall'edificio.

Il torchio di Perloz, testimonianza della storia della viticoltura e delle tradizioni rurali della zona, è un mirabile esempio di macchina che sfruttando il principio della leva, permette di ottenere il massimo rendimento con un impiego di forze contenuto.
Il torchio si compone delle seguenti parti:
• l'albero, costituito da un'enorme trave di castagno della lunghezza di 7,3 m dalla forma rastremata Il movimento della trave, dal basso verso l'alto e viceversa, è reso possibile da una vite posta all'estremità del braccio più lungo;
• la vite in legno in azionata tramite una barra inserita in un foro nella parte bassa che ne determina lo scorrimento lungo una traversa filettata denominata madrevite Alla vite è attaccato il contrappeso, un masso di granito alloggiato in una cavità del pavimento. Ad oggi ne è visibile solo una parte, dislocata dalla sua posizione originaria.
• la gabbia del torchio, una struttura in liste di legno unite con cerchi in ferro, dove vengono collocate le vinacce;
• due semidischi fatti di tavole in legno e un'incastellatura di spessori chiudono superiormente le vinacce sulle quali preme la trave del torchio;
• il basamento, costituito da un grosso masso di forma circolare, poggiante in parte su una struttura di tronchi in legno e in parte su un tratto di muratura in pietra. Sulla faccia superiore del basamento è scavata una cavità nella quale il vino torchiato scorre fino al foro d'uscita.
• sopra i due tronchi basamentali, poggiano tre travi. Nella parte destra l'incastellatura di tronchi è sostituita da un muro in pietra a secco;
• i quattro montanti a sostegno della trave del torchio erano uniti superiormente a due a due da traversi fissi ed hanno al centro scanalature rettangolari per accogliere i traversi rimovibili, che fungono da fulcro nelle diverse fasi della torchiatura.

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